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I 13 migliori episodi di “Boris”

Nei primi anni Duemila la rete satellitare Fox s’incaricò di introdurre il pubblico a un diversa qualità di serialità televisiva, trasmettendo grandi successi americani e produzioni originali locali. Tra queste ultime c’era anche Boris, una comedy il cui sottotitolo era non a caso “La fuori serie italiana”. L’idea di Boris era infatti prendere in giro i difetti e la qualità approssimativa delle serie tv italiane. E, per farlo, portava in scena le maldestre giornate lavorative dietro le quinte di un’immaginaria fiction della tv generalista. La serie durò tre stagioni – in onda tra il 2007 e il 2010 – ma ottenne una visibilità piuttosto limitata. Tuttavia, grazie al passaparola e all’arrivo delle piattaforme streaming (e con un certo contributo della pirateria), Boris ottenne una popolarità sempre maggiore, fino a essere considerata la miglior commedia che la tv italiana avesse prodotto in tempi recenti.

Nel decennio trascorso dalla sua fine, nessun’altra serie tv comica è riuscita a eguagliare il successo di Boris. Cosicché, un paio di anni fa, Disney ha annunciato che ne avrebbe prodotto una quarta stagione. I nuovi episodi – in totale otto – saranno disponibili su Disney Plus dal 26 ottobre. La trama vedrà i suoi protagonisti riunirsi di nuovo, per girare una serie tv intitolata Vita di Gesù e commissionata da un importante servizio streaming. Come spesso accade con i revival di vecchie serie televisive, anche chi non ha mai visto Boris dovrebbe riuscire a seguire la quarta stagione. Ma conoscere la fitta rete di personaggi, battute, riferimenti, citazioni che ha reso famosa la serie potrebbe aiutare a godersene ancora di più la comicità. Ecco, quindi, una lista degli episodi migliori per prepararsi bene al ritorno di Boris.

Un po’ di cose da sapere prima di iniziare

Cos’è Boris, per profani: È una serie tv ambientata nel dietro le quinte di una serie tv. O meglio, di una tipica fiction generalista italiana dei primi anni Duemila. L’idea di questa comedy è infatti parodiare le disfunzionali dinamiche produttive, creative, attoriali e politiche che spesso determinano la qualità approssimativa della serialità italiana. Nello specifico, Boris è ambientata sul set di un’immaginaria fiction intolata Gli occhi del cuore 2, una soap ospedaliera ricca di sospiri. A dirigerla è René Ferretti (Francesco Pannofino), un regista passionale sempre accompagnato dal suo pesce rosso Boris, attorno al quale circola un viavai di figure piuttosto particolari. Tra quelle sempre presenti: Arianna (Caterina Guzzanti), la dedita e scontrosa assistente alla regia; Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti), un divo convintissimo della propria bravura; Corinna (Carolina Crescentini), la sua co-protagonista piuttosto incapace; Alessandro (Alessandro Tiberi), lo stagista bistrattato.

Perché vederla: Boris è considerata la migliore serie comedy che la tv italiana dell’ultimo ventennio abbia prodotto. I suoi episodi non raggiungono la complessità e la finezza comica di altre note sitcom metatelevisive (30 Rock, per dirne una), ma portano in scena in maniera spassosa situazioni e difetti che sono ben risconoscibili al pubblico televisivo italiano. La sua ironia può risultare appagante per chi osserva con una certa frustrazione le abitudini grossolane che ancora oggi la serialità nostrana fatica a scrollarsi di dosso. E poi contiene un tessuto abbastanza fitto di battute, riferimenti, assurdità divenuti cultura condivisa, che senz’altro si rivedranno nella quarta stagione. Anche perché, a scriverne la sceneggiatura, sono ancora Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico (manca Mattia Torre, morto nel 2019).

Durata della maratona: 13 episodi in totale, cioè due o tre al giorno fino all’uscita della quarta stagione.

Tempo richiesto: Più o meno 6 ore. Se pensate sia troppo in fondo ci sono un paio di scorciatoie per abbreviare i tempi. Se invece è troppo poco, trovate anche qualche consiglio per un ripasso più completo.

Dove vederla: Su Disney Plus, dove uscirà anche la quarta stagione.

Boris serie tv episodi migliori recap
Disney Plus

Boris, gli episodi da rivedere

Il mio primo giorno

Stagione 1, episodio 1
Durata: 24 minuti

Un espediente parecchio usato, quando bisogna addentrarsi in nuovi mondi narrativi, è presentarli attraverso lo sguardo di un personaggio esterno, che ci si introduce per la prima volta. Qui si tratta dello stagista Alessandro, appena arrivato sul set degli Occhi del cuore, che si appresta a girare la sua seconda stagione, nonostante l’insuccesso della prima. Il quadro si compone rapidamente: i dialoghi i René con Boris (come Boris Becker), il suo pesce portafortuna, lo stanco cinismo della sua assistente Arianna, i monologhi del delegato di rete Diego Lopez (Antonio Catania), l’assuefazione alla cocaina del direttore della fotografia Duccio Patanè (Ninni Bruschetta), i maltrattamenti dell’elettricista Augusto Biascica (Paolo Calabresi) nei confronti degli altri stagisti, l’egocentrismo di Stanis La Rochelle e i capricci della collega Corinna, che rifiuta di pronunciare in scena l’età del suo personaggio. Le prime citazioni famose si collocano già qui, dal «Dai, dai, dai» al «Cagna maledetta!».

A + B + C

Stagione 1, episodio 5
Durata: 26 minuti

Una fiction generalista che rispetti la tradizione dev’essere telenovelica e sentimentale, ma mai appesantire troppo gli animi del pubblico. Per questo Gli Occhi del cuore 2 viene obbligata a introdurre una sottotrama comica con protagonista Nando Martellone (Massimiliano Bruno), un comico reso noto da un tormentone alquanto volgare. L’episodio si muove tra la disperazione di René, l’entusiasmo goliardico di Stanis, e la presenza stonata di Martellone, che tornerà più volte nel corso delle stagioni di Boris e sarà presente anche nella quarta. Per la prima volta, poi, compare il trio di sceneggiatori degli Occhi del cuore, le cui scene di pigrizia creativa sono tra le più note dell’intera serie.

Buon Natale

Stagione 1, episodio 8
Durata: 24 minuti

Benché Boris abbia debuttato nella primavera del 2007, la sua prima stagione contiene un episodio natalizio. Obiettivo della troupe: girare tutte le scene previste il giorno prima di Natale, per non dover rimandarle al 31 dicembre ed evitare a René discussioni coniugali. A complicare le cose ci sono però i problemi intestinali del regista, costretto a dirigere le riprese alla cieca, da un bagno piuttosto rumoroso; i bisticci tra Stanis e suo padre, giunto sul set per sfruttare la popolarità del figlio; e la difficile ricerca di un attore disposto a interpretare un assistente sociale omosessuale.

La mia Africa

Stagione 2, episodi 1 e 2
Durata: 28 e 25 minuti

La partenza della seconda stagione è un doppio episodio trainato da un’alternanza di scatti d’ira e inebriante euforia. Gli ascolti degli Occhi del cuore vanno benissimo, le ambizioni crescono, e perciò l’uscita di scena di Corinna diventa l’occasione per evadere dal set ospedaliero della fiction e trasportare la trama all’aperto, in una finta Africa. Il risultato è un omaggio – se tale si può definire – alle scenografie posticce della serialità italiana: ci sono panorami disegnati, luci poco africane, ignorantismi razziali, e la vista di Pomezia che disturba l’interpretazione di Stanis (il suo «Non sento l’Africa» è citazione nota). Ed è quanto di più simile possa esserci alla quarta stagione di Boris – o almeno, così sembra.

Stanis La Rochelle e Corinna
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Chi si salverà?

Stagione 2, episodio 3
Durata: 30 minuti

In quasi tutte le workplace comedy c’è almeno un episodio incentrato sull’arduo dilemma del dover licenziare qualcuno (The Office ci ha costruito addirittura intere stagioni). Sul set degli Occhi del cuore la responsabilità è di René Ferretti, tormentato non tanto dalla detestabilità del compito, quanto dalla difficoltà di individuare chi, nella sua troupe di inoperosi, sia il più inoperoso. Il reale motivo per cui guardare questo episodio di Boris è però l’aggiungersi al cast del comico Corrado Guzzanti nel ruolo di Mariano Giusti, un attore mentalmente instabile che ha appena avuto una conversione mistica, ma fatica parecchio a tenere a bada la suoa violenta irascibilità. Da questo momento, Guzzanti comparirà più volte in Boris, anche sotto vesti poco riconoscibili, e la nuova stagione non fa eccezione.

No logo

Stagione 2, episodio 6
Durata: 27 minuti

Qui il tema di puntata è il product placement, che però nel mondo televisivo di Boris avviene in maniera del tutto occulta. Le fatiche della troupe ruotano attorno al tentativo di inserire negli Occhi del cuore 2 la pubblicità criminosa di una merendina, manipolando un ignaro Stanis per ottenerne la complicità. A giungere in aiuto è Glauco, un direttore della fotografia che ha una certa esperienza sui set internazionali e maneggia piuttosto bene la teoria e la tecnica del pubblicizzare marchi in maniera illegale. I vezzi e l’ambivalenza umorale del personaggio, interpretato da Giorgio Tirabassi, si rivedranno anche nella quarta stagione.

Il sordomuto, il senatore e gli equilibri del Paese

Stagione 2, episodio 13 e 14
Durata: 28 e 31 minuti

C’è una tendenza, in Boris, a chiudere le proprie stagioni con un accumulo rocambolesco di eventi che chiama a raccolta pressoché tutti i personaggi della serie. Questi due episodi sono forse i più affollati in assoluto: ci sono schiaffi molto sonori (alcuni sceneggiati, altri per dileggio); la risoluzione del triangolo amoroso tra Arianna, Alessandro e Stanis, durato meno di 24 ore; l’autolicenziamento di Cristina, l’esasperata co-protagonista; e pure un omicidio in cui Corrado Guzzanti fredda Corrado Guzzanti. Ma soprattutto, c’è il movimentato di girare il finale degli Occhi del cuore 2, sulla base di alcune volubili previsioni elettorali.

Sceneggiatori Boris serie tv
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Un’altra televisione è possibile

Stagione 3, episodio 1 e 2
Durata: 28 e 31 minuti

Proprio come la stagione precedente, anche la terza e ultima stagione di Boris inizia e si conclude con un doppio episodio. La ripartenza però non avviene dal set romano degli Occhi del cuore, che non è più in produzione. Bensì da quello milanese diTroppo frizzante, una sitcom che René decide di dirigere segretamente per una rete televisiva concorrente. I comici dal tormentone demenziale, le scenografie, l’avvenenza di vallette e segretarie, le dinamiche produttive ricordano parecchio una certa azienda televisiva berlusconiana. E berlusconiano è anche il motivo che incrina la relazione tra Alessandro e Arianna, mentre René sperimenta scuse creative per sfilarsi dal progetto e tornare a Roma, dove lo attende la nuova, visionaria fiction Medical Dimension.

Buona festa del Grazie

Stagione 3, episodio 8
Durata: 32 minuti

Se non avete idea di cosa sia la «festa del Grazie», potete stare tranquilli: risulta difficile capirlo anche alla stessa troupe di René Ferretti. Almeno finché non si arriva a una sconcertante scoperta: il copione è stato spudoratamente copiato da quello di una serie tv americana, e la «festa del Grazie» non è altro che la maldestra italianizzazione della festa del Ringraziamento. L’episodio è divenuto uno dei più conosciuti di Boris, per il suo prendersi gioco dei notori pasticci della serialità italiana nell’adattamento di successi televisivi americani. Ma anche la parte di trama in cui Stanis, esagerando con il metodo immersivo, tenta di recitare sotto l’effetto di anfetamine fa il suo.

Nella rete

Stagione 3, episodio 12
Durata: 33 minuti

Il suo vero e degno finale, Boris lo colloca nel terzultimo episodio della sua stagione conclusiva. Una mezz’ora di caos televisivo, che segue a un’altra sconcertante scoperta: la rete ha affidato Medical Dimension alla troupe degli Occhi del cuore per farla fallire, dimostrare l’inconsistenza delle serie innovative, e tornare a produrre fiction telenoveliche in tutta tranquillità. Ci sono gli sproloqui di René e Duccio, ubriacatisi un po’ per sconforto e un po’ per senso di liberazione; una partita di calcetto con collasso annesso; cocktail con aggiunta di barbiturici; Marco Giallini che tenta di interpretare uno psicologo disabile; e Paolo Sorrentino che viene continuamente scambiato per Matteo Garrone. Il livello delle interpretazioni si fa così surreale, comico e convulso, che gli stessi attori sembrano faticare parecchio nel trattenere le risate.

Vi avanza del tempo?

Allora potreste inserire qualche altro episodio utile o degno di nota. Ad esempio, Come Lars Von Trier (1×06) vede la troupe girare per il set in mutande, per alleviare l’imbarazzo procurato da una scena di passione. Tra i più famosi c’è poi Il gioielliere (1×10), sui problemi di dizione di Corinna. L’affaire Martellone (2×05) completa invece l’arco narrativo legato al comico Nando Martellone insieme a Coprolalia (3×06). Quest’ultimo episodio viene anche ricordato per il suo parodiare l’uso del torpiloquio, nella serialità italiana, come elemento di realismo, nonché l’onnipresenza su schermo di Pierfrancesco Favino («Adesso li fa tutti Favino» è citazione nota). Infine, c’è Ritorno al futuro (3×13 e 3×13), il doppio episodio che chiude l’intera serie con un accumulo di eventi piuttosto surreali. Per i completisti, si segnala anche Boris – Il film, il lungometraggio del 2011 dove la troupe di Ferretti si riunisce per girare una pellicola «alla Gomorra».

Avete poco tempo?

In questo caso di possono scegliere due scorciatoie piuttosto furbe per ripassare. La prima è andare su Disney Plus e guardare solo i primissimi secondi di ogni episodio, che contengono un riepilogo delle puntate precedenti. La seconda scorciatoia conduce invece a YouTube. A differenza di quanto accade con altre serie, sulla piattaforma non si trovano i riassunti delle stagioni della serie. Tuttavia ci s’imbatte in diversi video che raccolgono gli spezzoni più conosciuti di Boris, ai quali con molta probabilità la nuova stagione farà riferimento.

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