9 serie tv horror per ogni grado di paura
Gli horror attingono dalle nostre paure più profonde, per questo spesso sono catartici. Non tutti, però, amano le storie molto spaventose, dove si sta a lungo nella tensione e ci si imbatte in scene cruente, specie se all’improvviso. Per fortuna, in tv c’è ormai una varietà di serie che hanno esplorato il genere con stili e gradi di paura diversi. Questa piccola guida ve ne consiglia nove, da quelle a prova di incubi agli horror più puri, per rendere meno complicato il vostro binge watching di Halloween. Vogliate guardare qualcosa in gruppo (anche con tutta la famiglia), iniziare ad approcciarvi al genere con cautela, o siate invece grandi fan dei racconti dell’orrore.
Le serie horror soft per tutti, anche i bambini

Dead End: Paranormal Park
2 stagioni, 20 episodi da 26-31 minuti
L’horror non è solo un genere per adulti: esistono parecchi esempi di film e serie tv che raccontano storie di paura per bambini. Sono ottime per un binge watching in famiglia, ma anche per chi non ama guardare cose troppo cruente o spaventose. Quelle animate, spesso, sono più rassicuranti, pur offrendo narrazioni di qualità. Come Dead End, una comedy dove due adolescenti, un cane e un demone centenario combattono insieme le presenze soprannaturali che infestano un parco a tema. Mentre lo esplorano e affrontano avventure insieme, scoprono anche qualcosa di sé. Netflix l’ha definita «una serie dolce con un pizzico di brivido» ed ha ricevuto diversi complimenti per il modo in cui tratta i temi LGBTQ+, razziali e di salute mentale. Anche se è stata cancellata dopo due stagioni, merita un’occhiata.

What We Do in the Shadows
6 stagioni, 61 episodi da 22-30 minuti
Un altro tipo di horror perfetto per chi non ama gli horror sono le serie che fanno ridere. Guardandole ci si abitua infatti agli elementi del genere, senza tuttavia stare a contatto troppo a lungo con emozioni scomode e scene disturbanti. Una delle più consigliate è What We Do in the Shadows, un falso documentario sulla vita di un gruppo di vampiri ultracentenari emigrati a New York, che cerca di integrarsi con la società moderna, senza rinunciare ai propri istinti più macabri. Il regista Taika Waititi l’ha tratta da un suo omonimo film del 2014, facendone un ibrido tra The Office e Dracula morto e contento di Mel Brooks. Riti antichi, appuntamenti romantici, giri al supermercato (il protagonista Nandor l’Implacabile ha una passione per glitter e carta crespa): non c’è un minuto che non emani una stranezza inebriante.

Supernatural
15 stagioni, 327 episodi da 38-45 minuti
Per chi cerca storie horror più serie, ma comunque non troppo spaventose, Supernatural è una valida scelta. L’ha ideata Erik Kripke (sceneggiatore della trilogia horror Boogeyman e creatore di The Boys) e ha come protagonisti due volti noti agli appassionati della tv dei primi anni Duemila: Jared Padalecki di Una mamma per amica e Jensen Ackles di Smallville. Nella serie sono fratelli e danno la caccia a demoni, fantasmi, mostri e altre creature soprannaturali del classico folklore americano. Gli episodi seguono la formula tipica dei procedurali, con un caso di puntata a cui si intrecciano le vicende personali dei personaggi. La tensione, quindi, si diluisce nel drama. Non mancano però i momenti raccapriccianti e angosciosi, soprattutto nelle prime stagioni scritte da Kripke, che aveva pensato ogni episodo come un piccolo film horror settimanale. Dopo la sua uscita, la serie ha cambiato molte vite, passando in mano a diversi showrunner.
Le serie horror un po’ spaventose

Servant
4 stagioni, 40 episodi da 25-36 minuti
Molte produzioni originali di Apple TV sono ancora poco conosciute. Non tutti sanno quindi che, tra le sue primissime serie, c’era anche un horror. Si tratta di Servant, un thriller psicologico ambientato nella casa di una coppia benestante di Philadelphia che, per superare la morte del figlio neonato, lo sostituisce con un bambolotto dalle sembianze reali. Dopo aver assunto una giovane tata che se ne prenda cura, iniziano però ad accadere cose strane e nel rapporto tra i due s’insinuano alcuni sospetti. Più che sulla paura visiva, la serie gioca sul senso di inquietudine e di claustrofobia che pervade la storia. L’umorismo nero e la durata breve degli episodi aiutano a smorzare. A Stephen King e Guillermo del Toro – due che con l’horror hanno una certa dimestichezza – era piaciuta parecchio.

Ai confini della realtà
YouTube, gratis
5 stagioni, 156 episodi da 25-51 minuti
Molte delle serie inquietanti che vediamo oggi sono nate da un’unica grande serie: Ai confini della realtà. Questa antologia di fantascienza arrivò sulla tv americana nel 1959 con il titolo The Twilight Zone e divenne famosa per i suoi racconti disturbanti e dai significati morali poco confortevoli. In ogni episodio il creatore Rod Sterling narrava una storia diversa, dove i protagonisti avevano a che fare con situazioni assurde, paranormali e qualche volta horror, spesso metafora delle paure e ipocrisie umane. Dalla serie hanno preso spunto tante cose che potreste aver visto (dai film di David Lynch a Black Mirror) e negli anni ne sono stati fatti due reboot. Non bisogna lasciarsi ingannare dal fatto che sia ormai datata: alcune scene riescono ancora suscitare angoscia, aiutate dalle immagini in bianco e nero.

Kingdom
2 stagioni, 12 episodi da 36-57 minuti + 1 speciale da 93 minuti
Negli horror mediamente spaventosi rientra anche Kingdom, la serie sudcoreana tratta dall’omonimo fumetto digitale. Ambientata all’inizio del Seicento, la sua storia si svolge in un regno immaginario medievale ispirato a quello della longeva dinastia di Joseon. Qui un principe cerca di capire l’origine di una terribile epidemia che trasforma le persone in zombie e ha colpito anche il re. Nel mentre, però, scopre anche una cospirazione ordita dai suoi nemici politici per appropriarsi del trono. È stata una delle prime produzioni asiatiche di Netflix ed è piaciuta talmente tanto da essere nominata dal New York Times miglior serie internazionale del 2020. Il suo intreccio di drama storico, intrigo politico, sangue e terrore, viene spesso paragonata al Trono di Spade. E benché non sia un horror puro, viene spesso indicata come visione obbligata per i fan del genere.
Le serie horror che fanno davvero paura

X-Files
11 stagioni, 218 episodi da 42-46 minuti
Nonostante abbia superato da un pezzo i trent’anni, X-Files resta ancora una delle serie che ricorrono di più quando si parla di horror. Sebbene le sue storie soprannaturali si svolgano nella cornice rassicurante del procedurale, infatti, hanno saputo generare atmosfere decisamente spaventose. «In teoria – ha scritto il sito IndieWire – X-Files è per tutti, ma nella pratica questa serie leggendaria non è per i deboli di cuore». La trama ruota attorno a due agenti speciali dell’FBI – gli iconici Fox Mulder e Dana Scully, interpretati da David Duchovny e Gillian Anderson – che indagano su casi irrisolti legati a fenomeni soprannaturali. Mentre lui è un profiler che crede ardentemente nell’esistenza di creature aliene, lei è un medico alquanto scettico. Recuperare le tantissime stagioni è un’esperienza che consente di prendere una graduale confidenza con l’horror, mentre ci si imbatte in alcuni degli episodi più disturbanti nella storia della televisione.

Slasher
5 stagioni, 40 episodi da 46-51 minuti
Tra le file dell’infinito catalogo di Netflix c’è una serie molto horror di cui non si è quasi mai sentito parlare. Si tratta di Slasher, andata in onda sulla tv canadese nel 2016 e poi acquisita dal servizio streaming per le stagioni successive. La formula è simile a quella di American Horror Story: una serie antologica dove ciascuna stagione racconta una storia differente, ma con una parte del cast che torna ogni volta in ruoli diversi. Come suggerisce il titolo, siamo però dalla parti del sottogenere slasher: c’è sempre un misterioso assassino mascherato che prende di mira un gruppo di personaggi. Per intederci, viene spesso paragonata a Scream. Entriamo in un territorio più riservato ai veri appassionati di horror, insomma.

Guillermo del Toro’s Cabinet of Curiosities
8 episodi da 38-64 minuti
Abbiamo parlato di Guillermo del Toro, e non si può quindi non citare Cabinet of Curiosities, l’antologia di racconti horror curata dal regista messicano. Otto storie scritte e dirette da vari autori – lui compreso – che rielaborano con uno stile moderno gli elementi classici del gotico. Ci sono case stregate, oggetti misteriosi, creature aliene, riunioni segrete e mutazioni mostruose: l’idea è quella di introdursi in una stanza che custodisce curiosi pezzi da collezione ed esplorarli uno a uno. Come spesso accade con le raccolte di racconti, alcuni spiccano più di altri, ma nel complesso tutti hanno soddisfatto gli amanti dell’horror. Piccolo particolare per i fan di Harry Potter: nel cast c’è anche Rupert Grint, che figura anche tra i protagonisti di Servant.





