10 serie per sopravvivere all’attesa di “Bridgerton”
Dividere una stagione in due parti è ormai la strategia consolidata di Netflix per i suoi titoli di punta. Ma se per la piattaforma è una mossa vincente, per gli spettatori è una prova di resistenza: il racconto s’interrompe spesso sul più bello. È appena successo con la quarta stagione di Bridgerton, e se siete tra quelli che soffrono l’attesa degli episodi finali, questa guida arriva in vostro soccorso con una lista di serie simili. Che cerchiate la stessa palette di colori vibranti, quegli intrecci passionali che tolgono il fiato o quel gusto per l’immaginazione anacronistica che riscrive la storia a proprio piacimento, queste dieci serie in costume offrono la stessa miscela di evasione e sentimento. Va bene, non sono proprio uguali. Ma è un’ottima occasione per fare nuove scoperte.
10 serie simili a Bridgerton

Orgoglio e pregiudizio
6 episodi da 42-53 minuti
Se Bridgerton esiste, è anche perché, prima di lei, Orgoglio e pregiudizio le ha mostrato la strada. La miniserie di BBC, andata in onda nel 1995, è considerata uno dei migliori adattamenti su schermo del romanzo di Jane Austen. Non solo, delle serie romantiche, è tutt’ora considerata la regina. La storia è più che conosciuta: una signorina ostinata e intelligente s’imbatte in un gentiluomo arrogante che, tra uno scontro verbale e l’altro, s’innamora di lei benché appartenga a un ceto inferiore. A interpretarli sono Jennifer Ehle e Colin Firth. Per il suo 30esimo anniversario, complici anche le celebrazioni per i 250 anni dalla nascita di Jane Austen, è tornata disponibile in Italia, e conviene recuperarla. In molti ritengono abbia una tensione e una sensualità uniche, da cui diverse serie attuali continuano ad attingere. Avete presente la scena della camicia bianca che Bridgerton ha riproposto in più varianti, con un certo gusto? Ecco, viene da qui.

Vanity Fair
3 stagioni, 7 episodi da 45-47 minuti
Di classici romantici in costume, la tv britannica ne ha prodotti a laute manciate. D’altronde, altrettanto generoso è il bacino letterario da cui ha potuto pescare. Non spesso, però, si cita questa miniserie tratta dal romanzo che William Makepeace Thackeray pubblicò nel 1848, andata in onda su ITV con tanti complimenti della critica. La sua sfortuna? Aver debuttato nello stesso periodo in cui BBC trasmise quel gran thriller acchiappa-spettatori di Bodyguard. La storia è ambientata nel periodo delle guerre napoleoniche, dove la giovane e povera Becky Sharp tenta di scalare i ranghi della società inglese fino alla corte di re Giorgio IV, armata di fascino e seduzione, finendo per innamorarsi lungo il percorso. Oltre a Olivia Cooke nel ruolo principale, compaiono altri volti già noti ai consumatori di serie tv britanniche. E, sorpresa, c’è anche un po’ di Bridgerton, dalla presenza di Claudia Jessie (la nevrotica e amata Eloise) ad alcune location in comune.

Dickinson
3 stagioni, 30 episodi da 26-34 minuti
Se di Bridgerton apprezzate l’unione tra classico e pop moderno, in questo dramedy sulla vita di Emily Dickinson ne troverete parecchio. Creata da Alena Smith (tra gli sceneggiatori di The Newsroom e The Affair), s’immagina la gioventù della poetessa americana (interpretata da Hailee Steinfeld), poco incline a conformarsi alle convenzioni sociali e politiche della sua epoca, e soprattutto restia alla solerzia della sua famiglia nel trovarle marito. La serie si origina infatti da una teoria, elaborata da uno studio del 1998 pubblicato sul New York Times, secondo cui Dickinson aveva una relazione con la sua migliore amica e cognata Susan: a lei dedicò diversi scritti, ma il suo nome fu censurato, probabilmente per consentirne la pubblicazione. Ricca di giochi anacronistici, con una scrittura solida e audace, è considerata una delle migliori serie in costume degli ultimi anni, benché sia rimasta un po’ in ombra. Punto a favore: gli episodi sono decisamente più brevi di quelli di Bridgerton.

Blood, Sex & Royalty
3 episodi da 44-48 minuti
Questo non è del tutto un drama in costume, ma nemmeno un documentario: è docudrama che ricostruisce in modo insolito la storia di Enrico VIII e Anna Bolena. A raccontarla è direttamente quest’ultima, con toni arguti, dettagli sessuali vivaci e confidenze agli spettatori in stile Fleabag. Ogni tanto, poi, alcuni esperti intervengono per contestualizzare a livello storico i passaggi centrali della vicenda (ci vuole qualche secondo per capire se siano esperti veri o un espediente umoristico). Vista così, potrebbe sembrare un miscuglio cringe. E invece, si rivela uno scorcio brillante su un pezzo ormai consumato di cronache della monarchia inglese, dal quale s’impara addirittura qualcosa. I puristi si astengano, ma se il vostro bisogno è colmare il vuoto lasciato da Bridgerton, si suppone che non lo siate.

Carême
8 episodi da 60 minuti
La sensualità non è la sola attrattiva di Bridgerton. Una delle sue delizie sono le composizioni di dolci che adornano i salotti dei protagonisti. In questo drama francese sulla vita di Antonin Carême, il primo chef a diventare una celebrità, si trovano entrambi gli ingredienti. Scritta da Ian Kelly (basandosi su una sua biografia di Carême) e Davide Serino (M – Il figlio del secolo), la serie segue l’ascesa del giovane cuoco nella Parigi napoleonica, grazie a piatti semplici ma scenografici. E si concede pure un tocco avventuroso: politici e teste coronate se lo contendono anche come spia (aneddoto mai del tutto confutato dagli storici). Geniale, sfidante, irrequieto, il suo carisma – cioè quello di Benjamin Voisin – tiene in piedi anche i momenti più blandi. Il legame con Bridgerton trascende lo schermo, dato che Carême fu chef alla corte inglese proprio negli anni della Reggenza. Non aspettatevi però gli stessi toni pastello: la fotografia predilige la luce naturale, per preservare l’autenticità cromatica dei cibi.

The Buccaneers
2 stagioni, 16 episodi da 49-55 minuti
Tra le serie più simili a Bridgerton, solo The Buccaneers può essere considerata la sua vera sosia. È la serie romantica basata sull’omonimo romanzo di Edith Wharton, dove cinque ambiziose ereditiere americane lasciano la New York della Gilded Age per andare a Londra e procacciarsi mariti nobili. La loro indole chiassosa, aperta e libertina si scontra però con le tradizioni ingessate dell’alta società inglese. Ci sono i debutti in società, i balli sfarzosi (anche in maschera), i corsetti, gli abiti pastello e, ovviamente, sospirati intrecci romantici. L’anima è tuttavia ancora più pop e anacronistica: se già il libro è incredibilmente moderno, la serie si prende libertà narrative e stilistiche che la rendono ulteriormente attuale, esuberante e pure un po’ rock. Mentre Bridgerton intesse una sola storia d’amore alla volta, facendola bruciare lenta verso il lieto fine certo, qui si vola con l’immaginazione, tra svolte improbabili e innamoramenti istantanei, che riservano sorprese continue e ravvivano la serata. Resistere alla sua freschezza è difficile.

Manuale per signorine
8 episodi da 37-48 minuti
Se cercate Manuale per signorine sul catalogo di Netflix, l’algoritmo la caldeggia tra le serie simili a Bridgerton, con una copertina che richiama apertamente una delle scene più famose della nuova stagione. Che l’intento sia quello di emularne lo stile, è chiaro fin dai primi minuti: fiori ovunque, tinte sature, fantasia storica, e un viavai di dame e gentiluomini che si scambiano sguardi languidi. Siamo però in Spagna, dove una governante viene assunta da un vedovo per affiancare le sue tre figlie e trovar loro marito. Naturalmente, i sentimenti prendono direzioni non previste. La resa è ben più modesta rispetto al mondo avvolgente di Bridgerton, e qualcuno ha trovato posticcia l’idea che la protagonista si confidi direttamente agli spettatori, rompendo la quarta parete. Come peccato di gola per chi cerca comfort puro, però, va benissimo.

My Lady Jane
8 episodi da 46-54 minuti
Il periodo dei Tudor è uno dei più raccontati su schermo, ma c’è un pezzo di storia poco conosciuto. Quello dell’infelice destino di Lady Jane Grey, la prima regina d’Inghilterra, detronizzata e decapitata dopo soli nove giorni di regno. Questa serie romantica, tratta da un romanzo di Gemma Burgess, ne immagina una versione alternativa e arcobalenica, dove la protagonista scampa alla morte, per avviarsi a una vita avventurosa e appagante, incontrando l’amore lungo il percorso. Ma questa non è l’unica stranezza che si concede. I personaggi sono assai caricaturali, una voce narrante li prende in giro (deridendo nel mentre i canoni delle serie in costume), e c’è anche un tocco fantasy. Immaginatela come la sorella rozza di Bridgerton, una Tudor sotto pesante effetto di allucinogeni. Amazon l’ha cancellata subito, suscitando grandi proteste (per salvarla si è mobilitato persino George R.R. Martin, autore del Trono di Spade). Ma vale comunque la pena di vederla.

The Great
3 stagioni, 30 episodi da 50-61 minuti
Spostandosi dall’Inghilterra, ci si imbatte in altri in intrighi di corte non meno singolari. Come la cospirazione che Caterina la Grande mise a punto per detronizzare il marito e iniziare un’ascesa al potere che la porto a diventare la più longeva sovrana di Russia. Il drammaturgo Tony McNamara l’ha raccontata in un’opera teatrale, da cui poi ha tratto una serie tv amatissima, ma rimasta un po’ in ombra. Negli abiti pomposi di Caterina la Grande c’è Elle Fanning (candidata ai prossimi Oscar), mentre in quelli del consorte depravato, ubriacone e non proprio brillante c’è Nicholas Hoult (Skins). A distinguerla sono i toni da commedia nera e una ricostruzione dei fatti volutamente antistorica, decisamente più caustica e cupa rispetto a Bridgerton. Da poco è arrivata su Netflix, ed è l’occasione per scoprirla.

Maria Antonietta
2 stagioni, 16 episodi da 54-66 minuti
Uno dei tratti più simili che lega questa serie a Bridgerton è la scelta di guardare la storia da un punto di vista alternativo. Se l’immagine di Maria Antonietta è spesso quella di regina frivola ed egoista, infatti, qui viene raccontata come una donna audace e all’avanguardia. Deborah Davis, sceneggiatrice del film La favorita, ripercorre gli anni giovanili dell’ultima sovrana di Francia (Emilia Schüle), quando a 14 anni fu promessa in sposa all’erede al trono Luigi Augusto. Mentre fatica ad adattarsi alle regole di corte, deve capire in fretta come stare al gioco e guardarsi le spalle tra le macchinazioni segrete. La serie è stata voluta dalla rete francese Canal+ dopo la fine di Versailles, altro drama in costume ad alto tasso di sensualità (si può vederla su Prime Video).
Immagine di copertina: Netflix





