Cosa vedere, adesso che Stranger Things è finita
Stranger Things si è appena conclusa, e si sente già un grande vuoto. Al contrario di quanto credano – o meglio, sperino – tantissimi fan, non esiste un episodio segreto che Netflix ci ha tenuto nascosto e starebbe per pubblicare come vero finale. Tuttavia esistono diverse valide storie in grado di attutirne la mancanza o prolungare ancora un po’ le sensazioni che abbiamo provato guardandola. Viaggi nel tempo, poteri psichici, laboratori segreti, creature mostruose, portali magici, horror non troppo spaventoso, o la semplice nostalgia degli anni Ottanta: in queste nove serie tv si ritrovano parecchi elementi simili a quelli che hanno fatto il successo Stranger Things. Ce n’è una, però, sembra addirittura di rivedere le stesse scene.
9 serie simili a Stranger Things

L’istituto
8 episodi da 54-59 minuti
Non è un mistero: una delle principali fonti di ispirazione dei fratelli Duffer sono state le opere di Stephen King. Se siete in cerca di atmosfere simili a quelli di Stranger Things, quindi, il primo passo è partire dalle serie tv tratte dalle sue opere. Una delle più recenti e meno conosciute è L’istituto, un horror soprannaturale uscito la scorsa estate e basato sull’omonimo romanzo, dove un ragazzino si sveglia in una struttura del Maine nella quale sono rinchiusi adolescenti dotati di poteri psichici. Naturalmente, il posto nasconde segreti oscuri, a partire da quelli della sua direttrice, una donna disposta a tutto pur di portare a termine la sua missione. Si parla di cospirazioni governative, esperimenti terribili, cavie umane, e di alleati adulti che fanno i conti con il proprio passato. Il volto principale della serie è infatti Ben Barnes, nel ruolo di un ex agente di polizia che indaga sul mistero. Le somiglianze con la parte di trama legata a Undici, insomma, si colgono piuttosto facilmente.

Locke & Key
3 stagioni, 28 episodi da 33-56 minuti
Se ciò che avete amato di Stranger Things è la lotta tra la purezza dell’infanzia e le forze corrotte del male, Locke & Key è la serie più simile che possiate trovare in tv. Magia, mistero e un tocco soft di horror s’intrecciano nella storia di tre giovanissimi fratelli che, dopo la morte del padre, si trasferiscono con la madre nella casa di famiglia di quest’ultimo, nel Massachussets. Qui scoprono presto l’esistenza di chiavi speciali che possono aprire porte dai poteri nascosti. Tuttavia, oltre a loro, le sta cercando anche una presenza demoniaca dalle mire oscure. Qualcuno l’ha definita un incrocio tra Stranger Things e Le cronache di Narnia. E nonostante lungo le tre stagioni incappi in qualche incertezza, ha conquistato gli utenti di Netflix puntando dritto al cuore.

Cobra Kai
6 stagioni, 65 episodi da 22-49 minuti
Buona parte del fascino di Stranger Things è data dalla nostalgia per il passato rassicurante degli anni Ottanta e dalla miriade di omaggi affettuosi ai film d’avventura di quel periodo. Sensazioni simili si provano anche guardando Cobra Kai, la serie ambientata nel mondo di Karate Kid. In questo caso, però, il legame è ancora più diretto: non solo gli episodi riprendono la storia dei tre film usciti tra il 1984 e il 1989, ma anche i protagonisti sono gli stessi. Ralph Macchio e William Zabka riprendono i ruoli di Daniel LaRusso e Johnny Lawrence che, trentatrè anni dopo, ormai adulti dalle vite molto differenti, aiutano gruppi di ragazzini a farsi valere grazie all’arte del karate, trovandosi di nuovo uno contro l’altro con le rispettive scuole. La rivalità divertente, l’umorismo leggero e i buoni sentimenti accompagnano un racconto autentico che parla di lealtà, amicizia, rabbia adolescenziale e dei nodi che crescendo rimangono irrisolti.

Sense8
4 stagioni, 40 episodi da 25-36 minuti
Questa non è la prima serie tv che potrebbe venire in mente cercando atmosfere simili a quelle di Stranger Things. Eppure, Sense8 potrebbe stupire piacevolmente i suoi fan, soprattutto quelli più grandi. I protagonisti non sono adolescenti, ma otto adulti che abitano in diverse parti del mondo e scoprono di essere legati a livello mentale ed emotivo: possono comunicare tra loro e condividere conscenze, lingue, abilità speciali. Mentre cercano di portare avanti le proprie vite e capire la natura di questo legame, devono anche guardarsi le spalle da chi vuole dargli la caccia. Considerata il capolavoro televisivo delle sorelle Wachowski (lo stesso duo di Matrix), affronta temi complessi – identità, sessualità, genere, politica, empatia e diversità culturale – con una serietà più intensa rispetto a Stranger Things. Tra le prime produzioni originali di Netflix, è senz’altro una di quelle a cui il pubblico è più affezionato.

Star Wars: Skeleton Crew
8 episodi da 32-47 minuti
Un gruppo di bambini coraggiosi cerca la strada di casa dopo essersi perso nella galassia, in seguito a una scoperta fatta sul proprio pianeta d’origine. Nel corso dell’avventura, si unisce a loro un mentore misterioso: un pirata che sa utilizzare i poteri Jedi e ha la faccia di Jude Law. Proprio come in Stranger Things, l’ispirazione viene dalle storie di formazione fantastiche della Amblin Entertainment, e in particolare dai Goonies, ma si sposta nel mondo di Star Wars. Gli eventi sono connessi a quelli del Ritorno dello Jedi e si collocano nella stessa cornice temporale di The Mandalorian (che, peraltro, torna in primavera con un film). Anche la semplicità emotiva del racconto ricorda quella di Stranger Things, specialmente le sue prime stagioni, dove lo stupore e la freschezza dell’infanzia affrontano creature aliene e posti pericolosi. E se la finite troppo in fretta, potete aggiungere alla lista Uonderbois, una specie di versione italiana dei Goonies, uscita su Disney+ negli stessi giorni di Skeleton Crew.

Piccoli brividi
2 stagioni, 18 episodi da 36-48 minuti
Per gli appassionati di cinema e tv più giovani, Stranger Things è stato un ottimo punto di partenza per provare brividi da grandi. Negli anni Novanta Piccoli brividi aveva fatto lo stesso, con la sua lughissima collana di romanzi horror per ragazzini. Non tutti sanno che ne esiste anche una nuova versione televisiva uscita nel 2023, piuttosto apprezzata. Il formato antologico è rimasto lo stesso, ma anziché raccontare una storia diversa in ogni episodio, le allunga su una stagione intera. La formula mantiene tuttavia elementi ricorrenti: i protagonisti adolescenti, il legame di amicizia che li unisce, un vecchio mistero che viene dal passato, i segreti dei loro genitori, e naturalmente la presenza di mostri ed eventi inquietanti. Dopo due stagioni è stata cancellata, ma resta un buon diversivo per chi cerca racconti dell’orrore intriganti e non troppo spaventosi.

The OA
11 stagioni, 218 episodi da 42-46 minuti
Se già Stranger Things ha calcato parecchio la mano sull’assurdo e il metafisico, The OA si è spinta oltre, raggiungendo vette di stranezza meno semplici da decifrare. L’anno di uscita è lo stesso – il 2016 – mentre la premessa invertita: qui non si parte da un misterioso rapimento, bensì dalla ricomparsa di una giovane ragazza cieca che, sette anni dopo essere svanita nel nulla, torna nella sua città. Non solo. Oltre ad avere un nuovo nome molto mistico, ha riacquistato miracolosamente la vista. Nessuno sa cosa sia successo, eccetto quattro liceali emarginati e un’insegnante, da lei scelti per una missione che riguarda altre persone scomparse e portali collegati ad altre dimensioni. Non ci sono mostri, ma i dilemmi filosofici abbondano. Netflix l’ha cancellata dopo due stagioni, eppure resta una delle serie più affascinanti ed enigmatiche sul suo catalogo. Certo, conviene avere una certa inclinazione per i finali lasciati in sospeso.

Dark
3 stagioni, 26 episodi da 44-73 minuti
“Ma dov’è Dark?”. Ve lo stavate chiedendo, vero? Quando questo thriller tedesco arrivò su Netflix nel 2017, infatti, la prima serie a cui venne paragonata fu proprio Stranger Things. Nonostante la premessa sia simile, però, il mistero ideato da Baran bo Odar e Jantje Friese – noti per la complessità delle loro opere – è assai più cupo e difficile da sbrogliare. Si parte dalla scomparsa di un bambino in una tranquilla cittadina tedesca, ma presto ci si trova risucchiati in un rompicapo esistenziale che si complica man mano, intrecciando la storia di quattro famiglie e diverse generazioni, attraverso viaggi nel tempo, segreti e una grande cospirazione. Da quando Stranger Things si è conclusa, moltissime persone hanno scelto Dark per colmare il vuoto. Di sicuro, qui non si corre il rischio di restare delusi dal finale. Alcuni la considerano la miglior serie originale di Netflix.

IT: Welcome to Derry
8 episodi da 54-66 minuti
Abbiamo aperto con Stephen King e chiudiamo con Stephen King. Non è possibile infatti parlare di Stranger Things senza nominare IT, una delle opere da cui i fratelli Duffer hanno tratto maggiore ispirazione. Coincidenza vuole che, nelle stesse settimane in cui usciva la quinta stagione, in tv andava in onda la serie prequel basata sul più famoso romanzo di King. Una storia dell’orrore che amplia i film di Andy Muschietti, raccontando le origini della maledizione che aleggia su Derry – la cittadina del Maine al centro della trama – e del clown spaventoso che si aggira nelle sue fogne. L’elenco degli elementi in comune è vastissimo: scomparse inquietanti, creature mostruose, voci che viaggiano lungo vecchie tubature, pietre aliene, poteri psichici, adulti che tornano alla propria infanzia, e ragazzini in bicicletta alla ricerca della verità. La somiglianza è tale che in alcune scene sembra di vedere la stessa serie. Solo, qui la faccenda è ben meno rassicurante.
Immagine di copertina: Netflix





