Cose da vedere

10 serie tv da vedere a marzo

La prima cosa da sapere, sul marzo televisivo che è appena cominciato, è che sarà un mese molto ricco di serie tv da vedere. Perciò la seconda cosa sapere è che stavolta, oltre ai dieci titoli consigliati, c’è di più; e dopo averli letti e memorizzati conviene guardare attentamente anche il calendario completo delle uscite in fondo a questa pagina. Per farvene una veloce idea, comunque, tra le novità principali ci sono: un thriller su una madre insospettabile, una commedia horror con Courteney Cox e un dramma lacrimevole con Samuel L. Jackson, due ambiziose serie in costume, una storia carceraria durissima, un’altra mirabile trasformazione di Jared Leto, e il rifacimento italiano di un noto successo americano. Infine, c’è quella che si preannuncia la più cupa, complessa, violenta serie tv Marvel si sempre, e che per questo non è soltanto una delle uscite più attese di marzo, bensì dell’intero 2022.

Le serie tv da tenere d’occhio a marzo 2022

Frammenti di lei

4 marzo – Netflix
8 episodi

Immaginate che, durante una rapina, vostra madre riesca a neutralizzare con molta facilità il criminale che vi tiene in ostaggio. È quello che accade alla protagonista di questo thriller statunitense, che inizia a chiedersi chi sia davvero sua madre e, nel cercare risposte, s’imbatte nel suo pericoloso passato, vedendosi costretta alla fuga. Si tratta dell’adattamento televisivo dell’omonimo romanzo pubblicato nel 2018 da Karin Slaughter.

Perché vederla? Di thriller basati sui segreti passati di personaggi insospettabili ce ne sono parecchi. Questa serie ha però diversi elementi che ne elevano il potenziale: il libro da cui è tratta è stato lodato per come racconta la relazione madre-figlia; una delle due interpreti principali è Toni Collette; e i produttori sono gli stessi di Sharp Objects e The Undoing. Il che suggerisce ci siano alte probabilità di restare incollati alla trama.

Shining Vale

6 marzo – Starzplay
8 episodi

In questa commedia horror Courteney Cox (cioè la Monica Geller di Friends) interpreta Pat, una scrittrice che ha fatto successo con un romanzo porno soft sulla sua gioventù ribelle, ma ora si trova bloccata in una vita artistica e famigliare piuttosto deprimente. Per recuperare la situazione, Pat decide di trasferirsi con marito e figli in una vecchissima casa di periferia. Presto però inizia ad avere terrificanti visioni, faticando a capire se sia posseduta o sia colpa della psicosi depressiva.

Perché vederla? Gli episodi sviluppano con efficacia gli intenti in cui La donna nella casa…, l’ambizioso thriller comico di Netflix dal titolo lunghissimo, ha di recente fallito: lasciare il tempo di inquietarsi per davvero, e poi smorzare con espedienti semplici e ben assestati. Anche la parte di terapia famigliare è costruita con intelligenza. Del resto, la serie è co-scritta da Sharon Horgan, che tra Modern Love, Catastrophe e Divorce ha fatto del genere la sua specialità.

Noi

8 marzo – Rai 1
12 episodi

Nel 2016 This Is Us rianimò il genere del dramma famigliare, offrendo al pubblico statunitense un commovente racconto dai buoni sentimenti, capace di lenire le preoccupazioni dovute all’elezione di Donald Trump. Mentre la sua sesta e ultima stagione sta per concludersi, la tv italiana ha scelto di far ripartire daccapo la serie con un remake. Trama e struttura sono identiche all’originale: si segue la storia di una coppia di genitori e dei loro tre figli, muovendosi di continuo tra passato, presente e futuro. Il cast è piuttosto noto al pubblico generalista: ci sono Lino Guanciale, Aurora Ruffino, Dario Aita e Livio Kone. A loro si aggiunge l’attrice di teatro Claudia Marsicano, al suo primo ruolo televisivo.

Perché vederla? L’idea di Rai Fiction e Cattleya è certo parecchio rischiosa, soprattutto per la qualità del materiale originale con cui si confronta. I creatori hanno detto di aver lavorato tantissimo sull’italianizzazione della trama, in modo da favorire l’identificazione degli spettatori. Inoltre gli episodi, meno numerosi dell’originale, hanno velocizzato il ritmo degli eventi. Resta da capire se l’effetto sarà positivo, o se invece sacrificherà quei piccoli dettagli su cui This Is Us ha costruito un impeccabile sviluppo psicologico dei suoi personaggi e delle dinamiche famigliari che racconta.

Gli ultimi giorni di Tolomeo Grey

11 marzo – Apple TV Plus
6 episodi

Tolomeo Grey è un uomo di 93 anni con una demenza senile e quasi nessuno che si prenda cura di lui. Quando gli viene proposto di sottoporsi a un trattamento per recuperare temporaneamente i suoi ricordi, Tolomeo accetta in modo da poter far luce sulla morte del nipote. Ad accompagnarlo nel percorso c’è un’adolescente orfana con cui costruirà un legame profondo. La miniserie è tratta da un romanzo pubblicato nel 2010 dello scrittore americano Walter Mosley.

Perché vederla? A giudicare dal trailer, è piuttosto chiaro che l’intera serie conti molto sull’interpretazione emozionale di Samuel L. Jackson, che ne è protagonista e anche co-produttore esecutivo insieme alla moglie LaTanya Richardson. Del resto, Apple TV Plus sta cercando di costruire l’attrattiva della sua piattaforma su contenuti poco numerosi ma di qualità, alternando saghe imponenti a piccoli progetti che coinvolgono artisti molto noti.

WeCrashed

18 marzo – Apple TV Plus
8 episodi

La storia di WeWork, una società americana diventata famosa affittando spazi di coworking, è inevitabilmente legata alla relazione volubile tra il suo fondatore Adam Neumann e la moglie Rebekah. Questa serie racconta come il loro rapporto, fatto di complicità e rivendicazioni matrimoniali, sia riuscito in un decennio a far diventare WeWork una delle startup di maggior valore, e poi a causarne il declino nel giro di un anno. Gli interpreti principali sono Anne Hathaway e Jared Leto, che come spesso accade è reso irriconoscibile da diversi strati di trucco prostetico.

Perché vederla? Anche questo è un valido esempio di come Apple stia basando parte della sua strategia sull’attrattiva degli artisti coinvolti nei suoi contenuti. Qui però siamo davanti a un progetto di corso più lungo. Benché il podcast da cui WeCrashed è tratta si sia limitato a raccontare la storia di WeWork, l’idea è di sviluppare una serie antologica che in ogni stagione si focalizzi su una diversa azienda dall’impatto culturale significativo. La prossima stagione, ad esempio, dovrebbe essere incentrata sull’evoluzione di Facebook.

Il re

18 marzo – Sky Atlantic HD
8 episodi

Questa nuova serie Sky Original è ambientata quasi interamente all’interno di un carcere di frontiera. Una specie di regno a sé stante, governato in maniera brutale e totalitaria da un direttore – interpretato da Luca Zingaretti – che pensa e agisce solo secondo una propria idea di giustizia. Presto però il regno rischia di crollare, costringendo il direttore ad affrontare «la guerra più difficile», mentre cerca di tenere insieme i pezzi della sua vita privata.

Perché vederla? Una delle prove più complicate, per una serie tv, è mantenere alto il ritmo di un racconto limitato, o quasi, a una sola ambientazione. In questo caso, però, gli episodi sono gestiti da mani esperte: la regia è di Giuseppe Gagliardi, che ha già diretto serie come 1992, 1993 e Non Uccidere, dalle quali proviene anche la squadra di sceneggiatori, con l’aggiunta di Stefano Bises, che ha co-scritto Gomorra. Il risultato si preannuncia piuttosto duro e claustrofobico.

The Gilded Age

21 marzo – Sky Serie
10 episodi

Nel 2012 lo sceneggiatore Julian Fellowes annunciò che avrebbe scritto uno spin-off di Downton Abbey. Dieci anni e diversi cambiamenti più tardi, Fellowes ha trasformato il progetto in un drama a sé stante, ambientato negli Stati Uniti di fine Ottocento, un’epoca segnata dagli sfarzi del boom economico, ma anche da problemi di immigrazione. Per raccontarla, Fellowes ha scelto lo sguardo di una giovane un po’ ingenua che, rimasta orfana, abbandona le zone rurali del sud per trasferirsi dalle ricche zie newyorkesi, dovendo adattarsi in fretta alle regole dell’alta società.

Perché vederla? Benché non ci siano legami con Downton Abbey, Fellowes ne ha mantenuto l’intento: esplorare il divario sociale del periodo, intrecciando le vite di famiglie storiche dell’alta società, nuovi arricchiti, e membri della servitù. «Gilded Age», infatti, è il nome con cui Mark Twain definì quest’epoca segnata da gravi problemi sociali nascosti sotto una parvenza dorata. Attesissima soprattutto per il cast (in un colpo solo ci si imbatte in Carrie Coon, Christine Baranski e Cynthia Nixon), la serie è stata definita una specie di Downton Abbey di seconda mano. Gli appassionati dei drammi in costume di Fellowes, però, potrebbero appassionarsene.

Pachinko

25 marzo – Apple TV Plus
8 episodi

È l’adattamento televisivo dell’omonimo romanzo pubblicato nel 2017 dalla scrittrice coreano-americana Min Jin Lee. Ed è anche l’emblema di quanto il mercato dello streaming stia portando la serialità a includere storie, stili, interpreti di culture differenti. In questo caso, abbiamo a che fare con una saga che sviluppa su più epoche e continenti la storia di una sola famiglia di origine sudcoreana. Si parte dagli anni Trenta, periodo dell’occupazione giapponese in Corea del Sud, e si arriva agli anni Ottanta, con il boom economico negli Stati Uniti e in Giappone.

Perché vederla? È un progetto dalle ambizioni consistenti, e si vede. La ricostruzione storica è stata parecchio costosa, gli episodi sono recitati in tre lingue (coreano, giapponese, inglese), e la sceneggiatura è di Soo Hugh, sceneggiatrice di The Terror. L’idea è di creare una di quelle classiche saghe famigliari dal corso lungo e capaci di intrecciare molteplici elementi sentimentali, sociali e politici.

Sopravvissuti

28 marzo – Rai 1
12 episodi

È una nuova coproduzione internazionale finanziata dall’Alleanza delle tv pubbliche europee, tra cui Rai Fiction, la tedesca ZDF e France Télévisions. Si tratta di un thriller ambientato in Liguria, dove una barca a vela di nome Arianna e con 12 persone a bordo scompare nel nulla durante una tempesta. Un anno dopo, insieme al relitto, vengono ritrovati anche sette sopravvissuti al naufragio. Gli episodi li seguono nel difficile tentativo di riprendere in mano le proprie vite, mentre dipanano il mistero su cosa sia accaduto ai loro cinque compagni di viaggio, di cui non sembra esserci traccia.

Perché vederla? A sentire dalle voci di chi l’ha scritta, prodotta, interpretata, è una serie che intende portare avanti l’obiettivo con cui l’Alleanza ha già dato vita a Leonardo e Il giro del mondo in 80 giorni (che in Italia non è ancora uscita). Ossia, investire in produzioni capaci di attrarre un pubblico internazionale e di competere con i contenuti dei servizi streaming americani. Il protagonista Lino Guanciale l’ha definita uno dei progetti più ambiziosi ai quali abbia preso parte negli ultimi anni (sì, anche qui c’è Lino Guanciale).

Moon Knight

18 marzo – Netflix
6 episodi

La prima serie Marvel dell’anno ha come protagonista Oscar Isaac nel ruolo di Moon Knight, un vigilante mascherato che soffre di un disturbo dissociativo dell’identità. Le diverse personalità che coesistono dentro di lui sono guidate da una divinità egizia che, apparendogli in sogno, gli ha conferito dei poteri straordinari. Il suo antagonista è un fanatico religioso interpretato da Ethan Hawke, che per costruire il personaggio ha detto di essersi ispirato a figure piuttosto lontane tra loro: il predicatore americano David Koresh, lo psichiatra Carl Jung, e poi Fidel Castro, il Dalai Lama e Lev Tolstoj.

Perché vederla? È una delle serie tv più attese di marzo, e più in generale del 2022. Le aspettative sono infatti molto alte fin dalla sua presentazione durante il Disney Plus Day dello scorso novembre. Il merito è in parte della presenza di Isaac, che sta vivendo un periodo professionale piuttosto fortunato, e in parte si deve al fatto che la serie sia stata presentata come la produzione più cupa, complessa e violenta dei Marvel Studios. Non è un caso, se si considera che il suo creatore è Jeremy Slater ha nel suo curriculm un misto di film e serie tv horror e supereroici, come The Exorcist e The Umbrella Academy.

Tutte le altre serie tv in uscita a marzo 2022

Una lista velocissima, per chi aspettava questo momento:

Rai
NCIS 19 (4 marzo) Studio Battaglia (15 marzo), Don Matteo 13 (10 marzo), NCIS Hawaii (20 marzo), Bull 6 (20 marzo), Volevo fare la rockstar 2 (23 marzo)

Netflix
Coinquilini impossibili (1 marzo), Guida astrologica per cuori infranti 1B (8 marzo), I diari di Andy Warhol (9 marzo), Kotaro abita da solo (10 marzo), Bad Vegan (16 marzo), Soil (17 marzo), Una semplice domanda (18 marzo), Human Resources (18 marzo), Drôle – Comici a Parigi (18 marzo), Bridgerton 2 (25 marzo), Thermae Romae Novae (28 marzo), Johnny Hallyday (29 marzo)

Disney Plus
Better Things 3-4 (2 marzo-30 marzo), Star (2 marzo), Bless This Mess (2 marzo), Weekend in famiglia (9 marzo), Snowdrop (9 marzo), 911: Lone Star 3 (9 marzo), Universi paralleli (23 marzo), Bob’s Burgers 11 (23 marzo)

Sky
Ippocrate (1 marzo), Le indagini di Roy Grace (6 marzo), Billions 6 (9 marzo), L’Opéra (12 marzo), Avvocati di famiglia 2 (27 marzo)

Starzplay
Shining Vale (6 marzo)

Prime Video
The Boys Diabolical (4 marzo), Star Trek Picard 2 (4 marzo), Upload 2 (11 marzo)

Apple TV Plus
Central Park 2 (4 marzo)

Top Crime
Law & Order: Organized Crime (3 marzo), Law & order: SVU 22 (16 marzo)

Sfondo copertina: starline/Freepik

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