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10 serie tv corte e confortevoli

È consuetudine di Tellyst, quando arrivano i weekend dell’anno in cui è previsto il cambio dell’ora, consigliare un po’ di serie tv adatte al momento. Per chi è abituato a fare molte maratone di binge watching calcolandole al minuto, infatti, un’ora in più o in meno possono fare la differenza. Quando poi si tratta di spostare le lancette in avanti, come nel caso dell’ora legale, bisogna anche prevenire disordini umorali. Quest’anno ancora di più, vista la situazione di affaticamento generale. Perciò abbiamo scelto serie tv corte, da vedere anche in una notte, ma che potessero emanare una doppia dose di conforto. E siccome il conforto non è standard e ognuno si rilassa un po’ con i generi che vuole, non ci sono solo cose romantiche o pastellose. Promesso.

Un po’ di serie tv corte per chi ha bisogno di conforto

Feel Good Mae Martin Netflix
Netflix
#1 Feel Good

Esattamente una primavera fa la comica Mae Martin rilasciava la prima serie tv da lei scritta e interpretata. Un dramedy minuscolo e discreto (nel senso silenzioso del termine) che passò quasi inosservato, nonostante resti una delle cose migliori capitate in tv nell’ultimo anno. Dentro infatti c’è una storia potente. Quella – semi-autobiografica – di una stand-up comedian canadese trapiantata a Londra, trentenne e con qualche problema a gestire frustrazione e dipendenze, siano esse da droghe oppure affettive. Gli episodi seguono Mae nei suoi tentativi un po’ maldestri di controllare il problema, per poter vivere con serenità una situazione che di frustrazione gliene causa parecchia: una relazione con una donna eterossessuale e assai spaventata dall’idea di fare coming out. Il tutto raccontato con un’intelligenza e una capacità di guardarsi dentro molto rare. Tanto che anche le sessioni di stand-up comedy di Martin, subito dopo le risate, suscitano un disagio condivisibile.

Dove la guardo? Su Netflix (qui il trailer)
In quanto tempo? In circa 2 ore e mezza totali (6 episodi da 25 minuti)

Dietro i suoi occhi serie tv corte
Netflix
#2 Dietro i suoi occhi

Per evadere da un periodo sempre più strano e affaticato ci vuole una dose doppia di assurdo. Questo thriller britannico è perfetto. D’altronde, è tratto da un libro sulla cui copertina è stampato #WTFthatending (#chediavolodifine, è la traduzione non volgare). Solo che il particolare deve essere sfuggito, e perciò il suo finale a sorpresa ha fatto arrabbiare un sacco di persone. Un modo per goderselo però c’è, e consiste nell’abbandonare ogni aspettativa legata al genere a cui appartiene. Di primo impatto sembra infatti di sapere già dove la trama andrà a parare. E cioè dalle parti di un segreto pericoloso, che si nasconde dietro un triangolo nel quale sono invischiati una madre single, il suo capo (uno psichiatra) e la moglie piuttosto inquietante di quest’ultimo. Invece, arrivati verso la fine, gli episodi infilano una svolta paradossale dopo l’altra. Se li si prende con la giusta predisposizione, sono uno spasso.

Dove la guardo? Su Netflix (qui il trailer)
In quanto tempo? In circa 5 ore totali (6 episodi da 46-53 minuti)

Scatola-Nera-serie-tv-Prime-Video
Prime Video
#3 Scatola nera

L’abbiamo consigliata anche l’anno scorso, ma replichiamo. Un capocomico quasi fallito decide di darsi un’ultima possibilità, tirare fuori dal cassetto una pièce scritta molti anni prima e raffazzonare una compagnia teatrale riunendo vecchi colleghi e giovani inesperti, tutti altrettanto falliti. Ognuno però ha i propri segreti e le proprie nevrosi, e nella convivenza forzata in un casale ci scappa il (quasi?) morto. Le puntate sciolgono il mistero avanzando su due livelli: quello della preparazione dello spettacolo e quello della sua intera messa in scena sul palco. Originale, ben scritta, discretamente recitata, questa “crime-comedy” – la prima serie italiana acquisita in esclusiva da Prime Video – è l’esempio di quel che si vorrebbe veder produrre più spesso in Italia. Ma tant’è, quasi non si sa nemmeno che esista.

Dove la guardo? Su Prime Video (qui il trailer)
In quanto tempo? In circa 4 ore totali (8 episodi da 30 minuti)

Bonding Netflix
Netflix
#4 Bonding

L’involucro è simile a quello di tante altre serie tv corte presenti sul catalogo di Netflix: poppeggiante, provocatorio e fatto per riempire qualche ora libera con poco impegno. Di preciso, qui si seguono le sventure e gli imbarazzi di una coppia di amici – studentessa di psicologia lei, aspirante comico lui – che per mantenersi decidono di reinventarsi come dominatrice e suo fedele assistente. Andando oltre però si incontrano i blocchi e le paure di emanciparsi comuni a molti ventenni, benché non tutti si paghino studi e affitto prestandosi a sessioni di sadomaso. La profondità stupisce, specie se si considera che gli episodi durano in media un quarto d’ora.

Dove la guardo? Su Netflix (qui il trailer)
In quanto tempo? In poco più di 4 ore totali (2 stagioni, 15 episodi da 13-21 minuti)

Normal-People-serie-tv
Ireland Media
#5 Normal People

Il fatto curioso, nel grande successo del romanzo di Sally Rooney, è che la scrittrice irlandese sia riuscita a far percepire il sentimento viscerale della sua storia romantica, pur sezionandola con una freddezza chirurgica. L’adattamento televisivo (curato dalla stessa Rooney) l’ha ripreso pagina per pagina, eppure emana molto più calore. Forse perché al posto delle parole, delle virgole, dei punti, ci sono inquadrature strettissime sulle espressioni facciali e sui micro movimenti dei suoi protagonisti. Le incertezze di Connell e Marianne – che si prendono, si mollano e si riprendono dal liceo fino alla laurea – sono tutto un arrossire, un tormentarsi le pellicine, un serrare di labbra. Ogni elemento è conciso, perfetto e reale, dal sesso alla sindrome dell’impostore. Paul Mescal e Daisy Edgar-Jones sono eccellenti. E l’effetto è lo stesso del libro: non lo si molla fino alla fine, mentre ci ricarica di conforto, coraggio e speranza.

Dove la guardo? Su Starzplay (qui il trailer)
In quanto tempo? In poco più di 5 ore e mezza totali (12 episodi da 22-33 minuti)

Foodie Love RaiPlay serie tv corte
RaiPlay
#6 Foodie Love

La Barcellona calda e indaffarata dei tempi ante coronavirus, due trentenni single con la paura di restare soli, e un’applicazione – Foodie Love, appunto – che funziona come Tinder, ma basandosi sulle affinità gastronomiche. I due protagonisti non hanno un nome né rivelano grandi trascorsi, non serve. Si impara a conoscerli seguendo gli stessi tempi del progredire della loro relazione: appuntamento dopo appuntamento, mentre passano da un locale all’altro, partendo da un semplice caffè aromatizzato all’arancia, per poi degustare drink molecolari, ramen giapponese, gelato italiano, tapas elaborate. La creatrice Isabel Coixet e gli interpreti sono così attenti ai dettagli, ai rumori, alla musica da rendere gli episodi un’esperienza sensoriale avvolgente. Un po’ si riassapora il gusto – ormai da tempo inappagato – di uscire, cenare, respirare. Poi, per i più ottimisti, si può anche tracciare un itinerario di viaggio futuro per degustare i piatti mostrati. Ah, c’è anche un episodio con Luciana Littizzetto.

Dove la guardo? Su RaiPlay (qui il trailer)
In quanto tempo? In poco più di 4 ore e mezza totali (8 episodi da 31-47 minuti)

Crisis in Six Scenes Woody Allen
Prime Video
#7 Crisis in Six Scenes

Qui siamo nel territorio delle piccole battaglie tra miserabili. E cioè tra noi, sgualciti e affaticati da un anno di pandemia, e quei personaggi che ci fanno sentire migliori sottoponendosi a disastri multipli. Come Sidney Munsinger, un autore di spot pubblicitari che vive negli anni Sessanta, le cui ansie si moltiplicano quando una giovane anarchica (Miley Cyrus) piomba in casa sua sconvolgendogli la vita. E come Woody Allen, che nel 2016 scrisse questa serie – la sua prima serie – per Amazon senza sapere bene come svilupparla e finì per presentarla come «un imbarazzo cosmico». All’epoca la critica confermò le incertezze di Allen, dicendo con un certo sadismo che si sarebbe aspettata di meglio (qualcosa tipo True Detective o I Soprano, forse?!). Ma in realtà, chi apprezza Allen e per lui ha ormai sviluppato un senso di protezione riesce a vedere negli episodi parte dell’intelligente leggerezza dei suoi film.

Dove la guardo? Su Prime Video (qui il trailer)
In quanto tempo? In circa 2 ore e mezza totali (6 episodi da 23 minuti)

Quiz serie tv TIMvision
TIMvision
#8 Quiz

Quando la scorsa primavera questa miniserie uscì sul canale ITV, per il pubblico britannico divenne il principale antistress da lockdown insieme a Tiger King. La storia che racconta è vera e ha per protagonista Charles Ingram, un maggiore dell’esercito che nel settembre del 2001 riuscì a vincere il quiz televisivo Chi vuol essere milionario?, ma pochi giorni dopo finì processato per truffa insieme alla moglie. Pare, infatti, che quest’ultima avesse architettato un sistema di colpi di tosse per suggerire le risposte giuste. Alla serie però non interessa tanto stabilire cosa sia vero, quanto raccontare una vicenda che all’epoca fu oscurata al mondo dagli attentati alle Torri Gemelle e che conteneva già diversi indizi di come si sarebbe arrivati alla società di oggi. Oltre alla truffa ci sono le origini delle logiche televisive e della rabbia sociale del nuovo millennio. I personaggi sono tutti di una tenerezza confortevole, e per un paio di ore ci si scorda della pandemia.

Dove la guardo? Su TIMvision (qui il trailer)
In quanto tempo? In circa 2 ore e mezza totali (3 episodi da 45-55 minuti)

Netflix
#9 Estate di morte

Il titolo non è confortevole, lo sappiamo. Ma sappiamo anche che il conforto non è stardard, e non tutti lo trovano nelle serie tv leggere e pastellose. Quindi ecco un bel mistero da risolvere: un procuratore polacco si imbatte in un omicidio che, a distanza di 25 anni, potrebbe riaprire il caso della sorella scomparsa durante una vacanza in campeggio. Gli episodi si muovono su due linee parallele – una collocata nel 1994 e l’altra nel 2019 – per svelare pian piano cosa sia successo davvero. La dinamica non è delle più nuove, ma a fare la differenza è l’ambientazione. La storia, tratta dal romanzo omonimo dello scrittore statunitense Harlan Coben, è stata spostata dal New Jersey a Varsavia. Il che rinnova le atmosfere e pure le procedure del poliziesco, sconosciute anche a chi ormai sa prevedere bene il genere.

Dove la guardo? Su Netflix (qui il trailer)
In quanto tempo? In 5 ore totali (6 episodi da 46-55 minuti)

Seduced Inside the NXIVM Cult documentario true crime
Starzplay
#10 Seduced: Inside the NXIVM Cult

Se siete di quelli che si rilassano guardando documentari true crime, non allarmatevi: non è perversione, bensì un’abitudine piuttosto diffusa. Seguire storie di criminali, sparizioni e altre vicende piuttosto macabre è un modo per tranquillizzare le ansie che vengono dal mondo. Un po’ per il conforto del “c’è sempre chi sta peggio”; un po’ perché si ha l’impressione di acquisire tutti gli strumenti per poter affrontare le paure legate a quelle situazioni, e non fare la fine della vittima di turno. Questa docuserie ad esempio spiega come funziona una setta, e lo fa attraverso la storia della NXIVM, una famosa società americana di auto-aiuto che nel 2018 si rivelò un sistema organizzato di schiavismo sessuale. La serie ha un punto di vista parziale (non è SanPa, per intenderci), ma non si perde nelle lungaggini morbose che spesso questo genere porta in tv.

Dove la guardo? Su StarzPlay (qui il trailer)
In quanto tempo? In circa 4 ore totali (4 episodi da 54-80 minuti)

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