MaratoneNetflix

Come prepararsi all’ultima stagione di “Peaky Blinders”

Nel 2013 lo sceneggiatore britannico Steven Knight portò in tv Peaky Blinders, una serie crime intenzionata a ripercorrere un pezzo di storia fino ad allora poco raccontato. Quello degli strascichi politici ed economici della Prima guerra mondiale, di un’intera generazione di soldati britannici traumatizzati e abbandonati, e di una banda di gangster di Birmingham dalle usanze particolari. Si narra infatti che il tratto distintivo dei Peaky Blinders, oltre all’eleganza del vestiario, fosse un capello munito di lamette da rasoio con cui sfregiare i nemici. Mettendo insieme fantasia e racconti popolari, Knight creò una serie tv dalla qualità sartoriale: pochissimi episodi curati nel dettaglio; una sceneggiatura brillante scritta solo e soltanto da lui; attori poco noti, ma capaci di indossare con tecnica e naturalezza le contraddizioni dei propri personaggi; e un protagonista, Cillian Murphy, magnetico nel dare forma al carisma e ai tormenti del gangster Thomas Shelby.

Nei suoi quasi dieci anni di messa in onda, Peaky Blinders ha convinto un gran numero di spettatori a seguirla, portarne nella vita reale costumi e acconciature, e soprattutto aspettarla per lunghissimi periodi di tempo. Dopo tre anni di assenza dai teleschermi, la serie sta per tornare su Netflix, il 10 giugno, con una stagione conclusiva che in Gran Bretagna ha già ottenuto ampi consensi (seguiranno un film e diversi spin-off). I nuovi episodi portano a compimento l’evolversi della trama verso un conflitto meno fisico e più psicologico, mistico, personale. E poiché, per chiudere il cerchio, affondano le radici nelle origini della serie, conviene ripassare. I sette episodi che seguono sono utilissimi per preparavi a cogliere tutti i dettagli, cambi di tono e riferimenti narrativi che punteggiano la sesta stagione. Per la commozione del dover dire addio alla serie, invece, non c’è prontezza che tenga.

Un po’ di cose da sapere prima di iniziare

Cos’è Peaky Blinders, per profani: È la storia parzialmente vera di una banda criminale di Birmingham, in Inghilterra. La trama inizia nel 1919, nel periodo immediatamente successivo alla Prima guerra mondiale, e segue l’espansione dei traffici degli Shelby, la famiglia di origini irlandesi e rom a capo dei Peaky Blinders. A guidarli è l’acuto Thomas “Tommy” Shelby (Cillian Murphy), un gangster tanto imperturbabile in apparenza, quanto tormentato dagli strascichi degli orrori di guerra. Tutt’attorno si colloca una schiera di figure che la serie ha poco tempo per sviluppare, ma di cui riesce a esaltare nel profondo le personalità. C’è la zia mentore di Tommy, l’astuta Polly Gray (Helen McCrory); ci sono i suoi quattro fratelli, tra cui l’irruento Arthur (Paul Anderson) e la risoluta Ada (Sophie Rundle); e ci sono i boss Alfie Solomons (Tom Hardy) e Luca Changretta (Adrien Brody).

Perché vederla: Si tratta senz’altro di una delle migliori produzioni televisive di BBC. Di Peaky Blinders si parla poco (e pochi sono i premi che ha vinto), ma è una serie dove ogni componente funziona a meraviglia. Le origini rom della famiglia Shelby sono il veicolo di riti e credenze mistiche che distinguono Peaky Blinders da qualsiasi altra serie crime. E il protagonista, Tommy Shelby, affronta un percorso via via più introspettivo, confrontandosi con nemici sempre più subdoli, astratti, invischianti, che abitano fuori e dentro la sua mente.

Durata della maratona: 7 episodi in totale, cioè un paio al giorno fino all’uscita della sesta stagione.

Tempo richiesto: Più o meno 7 ore. Se pensate sia troppo o troppo poco, in fondo ci sono un paio di scorciatoie per abbreviare i tempi e qualche consiglio per un ripasso più completo.

Dove vederla: Su Netflix, dove uscirà la sesta stagione, e su Prime Video.

Peaky Blinders episodi migliori
Netflix

Peaky Blinders, gli episodi da rivedere

#1 Episodio 1

Stagione 1, episodio 1
Durata: 57 minuti

Un gangster silenzioso, un cavallo senza sella, e un vento di misticismo che raramente soffia dalle parti del genere crime. La primissima scena di Peaky Blinders contiene l’intera essenza della serie ed è anche il punto a cui la sesta stagione tornerà per chiudere il proprio cerchio – quello televisivo, almeno. Il resto dell’episodio è la finestra perfetta da cui osservare l’evoluzione della famiglia Shelby, un percorso dove la raffinatezza degli abiti e la sontuosità delle abitazioni cresce in maniera inversamente proporzionale alla leggerezza d’animo dei protagonisti. Vista a posteriori, la loro smania di vedersi legittimare, da zingari irlandesi, un posto rispettabile nella società inglese fa tenerezza. Piccolo consiglio: fate attenzione ai colori. Nelle variazioni cromatiche tra le origini e la fine della serie si annida una parte del suo significato.

#2 Episodio 6

Stagione 1, episodio 6
Durata: 54 minuti

La misura del percorso fatto da Tommy Shelby è data soprattutto dalla portata dei suoi antagonisti. All’apice della piramide c’è il politico fascista Oswald Mosley (Sam Claflin), con il suo piano mefistofelico per fare della Gran Bretagna una nazione hitleriana. Dopo i tentativi fallimentari della quinta stagione, i nuovi episodi vedono Tommy ancora alla ricerca di una stretegia efficace di contrastarlo, raggiungendo livelli di stress altissimi. Nel frattempo, meglio ricordare i tempi felici in cui il massimo dei grattacapi erano Chester Campbell (Sam Neill) e Billy Kimber (Charlie Creed-Miles), un ispettore di polizia parecchio frustrato da un complesso di inferiorità e un boss che mafioseggia negli ippodromi locali. Lo scontro con quest’ultimo è un esempio molto eloquente della maestria con cui la serie riesce a maneggiare, nello stesso momento, tensione e ironia. Inoltre c’è un colpo di pistola piuttosto prodigioso, che il finale della sesta stagione sembra rievocare a conferma di una grande rivelazione.

#3 Episodio 2

Stagione 2, episodio 2
Durata: 57 minuti

Peaky Blinders, lo abbiamo detto, si compone di stagioni abbastanza brevi. Di conseguenza, ogni singolo episodio crea, rilancia, intreccia numerose linee narrative, addensandosi di eventi pregnanti. Qui, ad esempio, Tommy comprende che comprare case sontuose in quartieri signorili è un tassello importante per conquistarsi un’adeguata rispettabilità sociale (e ripulire come si deve il denaro sporco); suo fratello Arthur perde il controllo dei propri fantasmi di guerra; e sua zia Polly incontra per la prima volta il figlio Michael (Finn Cole), figura chiave delle successive stagioni. Questo, però, viene ricordato soprattutto come l’episodio che introduce Alfie Solomons, l’eccentrico gangster ebreo di Camden Town che Tom Hardy anima con un ammirabile calibrare di movenze e vocali trascinate. I suoi monologhi serafici e sconnessi, opposti ai silenzi riflessivi di Tommy Shelby, sono una delle massime godurie della serie, oltre che un corso avanzato di sceneggiatura e recitazione.

#4 Episodio 6

Stagione 2, episodio 6
Durata: 59 minuti

Per farla brevissima, secondo molti questo è il miglior episodio di Peaky Blinders. Un finale di stagione – e in quanto tale densissimo – che accumula tensione sui ritardi di Tommy Shelby e sul desiderio che Polly possa finalmente riattribuirsi la dignità sottrattale da uno stupro. Il suo culmine è un incrocio di proiettili splendidamente coreografato, che mette a nudo il vero rapporto del protagonista con la morte: non fa paura, finché vederla in faccia non ti dà la misura di quel che potresti perdere. A livello narrativo, non ci sono collegamenti diretti all’ultima stagione. Solo un grosso promemoria per ricordarsi che, nel fascio di trame di questa serie, il vento cambia improvvisamente anche nella più compromessa delle situazioni.

Tommy Shelby
Netflix
#5 Episodio 2

Stagione 3, episodio 2
Durata: 57 minuti

Il magnetismo del personaggio di Tommy Shelby sta perlopiù nella complessità delle sue contraddizioni. È curioso, ad esempio, come la sua forza fatta di calma e razionalità (anziché di irruenza fisica, come per altri gangster televisivi) si lasci facilmente turbare dal significato che le sue origini rom attribuiscono a riti, credenze, sogni. Da questo episodio si avvia la storia dell’enorme zaffiro maledetto (o almeno è quel che, insieme a lui, si crede) che dà origine ai suoi tormenti e rimorsi più grandi, a partire da un grave lutto. Specificare nomi e dettagli è innecessario, a meno che non si voglia guastare di proposito la visione a coloro che si approcciano per la prima volta alla serie. Basti sapere che, nei nuovi episodi, dello zaffiro maledetto si parlerà parecchio.

#6 Gatti neri

Stagione 5, episodio 2
Durata: 57 minuti

La quinta stagione si apre con la crisi economica del 1929, il ramificarsi del fascismo, e un gatto nero apparso in sogno che offusca la mente di Tommy Shelby. Secondo l’interpretazione onirica di Polly, infatti, è presagio di un traditore molto vicino. Con quel traditore Tommy farà i conti proprio nella sesta stagione. Come farà i conti con Gina (Anya Taylor-Joy), la bionda e scaltra moglie americana di Michael che in questo episodio si presenta per la prima volta alla famiglia Shelby, non con il migliore degli impatti. Per la serie inizia una fase meno movimentata e più psicologica. Stavolta Tommy «combatte con sé stesso, con la sua famiglia, e con un’ideologia. Non è qualcosa a cui puoi provvedere con una mitragliatrice,» ha detto Cillian Murphy. Con gli ultimi stralci di azione, comunque, ci si può rifare gli occhi. Sette minuti di tensione iniziale che includono uno spaventapasseri crocifisso, diverse mine antiuomo, proiettilate casuali, ed esplosioni infuocate che non farebbero mai pensare che Peaky Blinders sia costata quindici volte meno di The Crown.

#7 Signor Jones

Stagione 5, episodio 6
Durata: 56 minuti

Questo è il punto da cui Peaky Blinders ripartirà dopo quasi tre anni di assenza. E cioè dalla scoperta, per Tommy Shelby, che qualcuno in grado di porgli dei limiti forse esiste: è un fascista più diabolico di lui. Per la prima volta, la concitazione del finale di stagione non volge a favore del suo protagonista. Per la prima volta, si rivede – con enorme gaudio – il redivivo Alfie Solomons. E per l’ultima volta si può godere del carisma di Helen McCrory, morta poco prima di iniziare le riprese della sesta stagione (la sua assenza è stata però gestita con una delicatezza così affettuosa, da trasformarsi in presenza). Ultimo piccolo suggerimento: le visioni di Tommy Shelby non sono frutto del soprannaturale, bensì dell’inconscio. Osservando il modo in cui cambiano nel corso degli episodi, si può comprendere meglio in senso del finale della serie.

Peaky Blinders episodi migliori
Netflix
Vi avanza del tempo?

Allora potreste inserire qualche altro episodio utile o degno di nota. Il terzo episodio della terza stagione (3×03) serve a ripassare che fine abbia fatto il famoso zaffiro maledetto, oltre a mostrare il lato più morbido di Arthur e John. Per dare invece un’occhiata alla quarta stagione, meno legata al resto della trama, i passaggi migliori sono nel primo e nel quinto episodio (4×01 e 4×05): si inizia con teatrali esecuzioni – sia sventate che letali – e si arriva a un regolamento di conti che si inerpica su balconi e scale d’emergenza, con Adrien Brody nel ruolo del boss italoamericano Luca Changretta. Infine, Lo Shock (5×04) si svolge quasi interamente durante una cena fascista ricca di insulti creativi, che culmina con un sovrapporsi di danza classica e spari inattesi.

Se non avete tempo per rivedere altri episodi, potreste provare a ritagliarvi tre quarti d’ora per guardare questa intervista di approfondimento. Ci sono il creatore Steve Knight, la produttrice Caryn Mandabach e Cillian Murphy che parlano di alcuni aspetti poco conosciuti relativi alla creazione della serie. Tra gli argomenti più interessanti, la gestione del budget ristretto, il processo di scrittura degli episodi, e il modo in cui Murphy ha approcciato la psicologia complessa di Tommy Shelby.

Avete poco tempo?

L’idea più furba è guardare un veloce riassunto con gli spezzoni delle stagioni precedenti. Se ve la cavate con l’inglese (benché l’accento di Birmingham affatichi gli inglesi stessi), c’è quello ufficiale pubblicato da BBC. In alternativa, si può optare questa versione in italiano. Infine, Netflix Italia ha riassunto in tutte le stagione della serie in video da cinque minuti ciascuno.

Sfondo di copertina: Freepik

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Le altreMaratone

0 %