Serie TV

La greve malinconia del Maigret di Rowan Atkinson

Pipa, cappotto e bombetta. Da qualsiasi reinterpretazione televisiva o cinematografica sia stata scomodata, la figura di Jules Maigret ha quasi sempre mantenuto i tratti che l’hanno resa leggenda letteraria. Anche nel caso dell’ultima serie britannica che la vede protagonista e che sta per arrivare su laeffe. Maigret si è presa però la libertà di proporre una versione più sottile e malinconica del commissario francese, personificata da Rowan Atkinson. L’immagine inedita dell’ex interprete di Mr. Bean, sagoma in una Parigi ombrosa, non sembra però aver trovato la giusta chiave per distinguersi da chi lo ha preceduto.

Com’è Maigret

La serie in breve: Tra le varie rivisitazioni televisive della serie di romanzi scritta da Georges Simenon, Maigret si distingue senza dubbio per brevità. La rete britannica ITV ne ha limitato ogni stagione a soli due episodi (uno per il periodo primaverile e l’altro per quello natalizio), confezionando in sostanza una serie di film per la tv. Un’enorme fetta della curiosità che l’ha accolta si è concentrata sulla scelta di Rowan Atkinson nei panni del celebre commissario parigino. Un’immagine tanto insolita di Maigret – nella tradizione più robusta e imponente – quanto stridente per l’ormai ex interprete di Mr. Bean. È infatti piuttosto difficile tentare di figurarselo riflessivo e corrucciato, dopo essere stato per anni goffa e mugugnante incarnazione dello humor inglese. Eppure, la serie lo vede indagare tra i vicoli della Parigi anni Cinquanta, iniziando dalla ricerca di un serial killer che agisce nell’oscurità e dal misterioso omicidio di un giocatore d’azzardo. I casi, quattro in totale, sono tratti da altrettanti libri tra i 75 romanzi e 28 racconti con protagonista il commissario Maigret. A riadattarli è Stewart Harcourt (già tra gli sceneggiatori di Poirot e Miss Marple), con la supervisione di John Simenon, figlio dell’autore e qui produttore.

Maigret Rowan Atkinson serie tv recensione
YouTube/ITV
Perché guardarla: Per scampare al freddo invernale e concedersi una serata tranquilla da divano e tv. Questa versione di Maigret fatica infatti a coinvolgere. Il riaffacciarsi delle grandi icone letterarie al piccolo schermo è sempre occasione preziosa. Ma un adattamento classico memorabile trae solitamente linfa da due elementi fondamentali: la suggestione storica e il carisma del suo volto principale. Quel che cioè qui stenta ad affiorare. Per le strade cupe dall’atmosfera parigina evanescente (lo sfondo reale è Budapest), Maigret si muove per inerzia, quasi catatonico, lasciando trasparire mestizia, anziché silenziosa saggezza. Il lento sgrovigliarsi del giallo procede così greve da offuscare la suspense, senza mai abbandonarsi a una leggerezza che sorrida anche ai trascorsi di Atkinson. D’altronde, lo sfoggio della minuziosità produttiva non sempre garantisce al racconto qualità emozionale. Lo si capisce ancora meglio imbattendosi nelle scenografie essenziali dello sceneggiato Le inchieste del commissario Maigret (su Youtube se ne trovano diversi episodi) e nell’interpretazione bonariamente burbera di Gino Cervi (“È veramente il mio Maigret” ne disse Simenon).

Dove guardarla: su laeffe (Sky, canale 139) venerdì 15 e 22 dicembre (La trappola di Maigret e Il morto di Maigret); venerdì 26 gennaio e 2 febbraio (Il crocevia delle tre vedove e Maigret al Picratt’s) alle 21.10.

Tempo richiesto: circa 90 minuti a episodio

Leggi anche

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.