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Guardo o passo? ‘Your Honor’

Di recente Showtime ha mandato in onda Your Honor, una miniserie dove Bryan Cranston fa quello che sa fare meglio. Cioè instillare nel pubblico il dubbio di stare amando un personaggio che pare innocuo, ma in realtà è cattivissimo. Solo, maneggiando per proprio tornaconto la legge, anziché la chimica. Dal 24 febbraio Your Honor arriva in Italia. Ma siamo davvero sicuri che Cranston da solo possa reggere sulle sue spalle un’intera serie piuttosto vuota?

“Your Honor”: guardo o passo?

Piccola postilla prima di iniziare: questo articolo si basa sui primi 3 dei 10 episodi della serie

Le cose da sapere: Non è del tutto originale, e rientra nel lungo elenco di quelle serie prese altrove e poi rifatte dagli americani (che non si sono ancora abituati molto ai contenuti sottotitolati). In particolare, la storia viene dalla serie thriller israeliana Kvodo ed è stata adattata dallo sceneggiatore scozzese Peter Moffat, che ha una discreta esperienza nella scrittura di legal drama. (Moffat è il creatore di Criminal Justice, la serie britannica da cui è stata tratta l’apprezzata miniserie americana The Night Of) Il cast è abbastanza ricco di attori bravi e importanti che vanno e vengono: oltre a Bryan Cranston ci sono Michael Stuhlbarg, Hope Davis, Carmen Ejogo, Amy Landecker, Maura Tierney e Margo Martindale.

Dove vederla: Su Sky Atlantic HD (il mercoledì alle 21.15) o su Sky Go e Now TV.

Quanto dura: circa 10 ore (10 episodi da 52-63 minuti)

Il titolo: Tradotto, “Your Honor” significa “Vostro Onore”, cioè la formula con cui in un sacco di film e serie ambientate in tribunale gli avvocati si rivolgono ai giudici. È abbastanza ovvio, quindi, che si riferisca al protagonista, che è un giudice piuttosto noto e stimato. Ma c’è anche un secondo significato che rimanda al senso morale della storia e a quanto le scelte dei personaggi ne mettano in gioco via via l’onore.

Il succo: È semplice e lineare, ed è probabile che lo abbiate già visto più di una volta in tv. Siamo a New Orleans, in Louisiana, dove un giudice rispettato e vedovo di nome Michael Desiato vive con il figlio 17enne Adam (Hunter Doohan). La sua rettitudine si affievolisce però quando Adam investe e uccide un suo coetaneo, e preso dal panico fugge. Intenzionato a fare le cose per bene e ad avvertire la polizia, Michael cambia idea una volta scoperto che la vittima è il figlio di Jimmy Baxter (Michael Stuhlbarg), cioè il boss più spietato nella storia della città. Ma non solo i suoi tentativi di insabbiare il caso inguaiano un ragazzo nero innocente: coincidenza dopo coincidenza, Michael mette in moto una macchina di bugie sempre più difficile da sostenere. Anche perché, in parallelo, Baxter e la moglie Gina (Hope Davis) stanno cercando il vero colpevole per vendicarsi.

Serie simili: La struttura della serie e i temi trattati (dall’ingiustizia razziale alla violenza nelle carceri) ricordano molto The Night Of e When They See Us. L’evoluzione del protagonista da padre moralmente retto e criminale pronto a tutto per salvare la sua famiglia, invece, è la stessa di Breaking Bad. La pesantezza punta infine nella direzione di City on a Hill e Seven Seconds.

Your Honor serie tv Bryan Cranston
YouTube/Showtime

Com’è? Faticosa. Perché la storia si sviluppa con estrema calma. E perché questa calma non la sfrutta per stratificare gli eventi e i personaggi, finendo per allungare ulteriormente la durata percepita degli episodi.

Il fatto curioso è che gli stessi elementi che rendono Your Honor preziosa sono quelli che, nel corso del tragitto, finiscono per affossarla. La sua è una storia particolarmente adatta a quest’epoca che – specie nell’ultimo anno – ha iniziato a preoccuparsi parecchio dei metodi brutali della polizia americana, delle differenze razziali, delle condizioni di vita nelle carceri, che nella storia statunitense sono state spesso un strumento di segregazione delle minoranze. Tante serie di recente se ne sono occupate, perciòYour Honor ha cercato di distinguersi prendendo una piega particolare. Vedere, cioè, come anche il bianco più moralmente retto possa arrivare a convincersi che un ragazzo nero sia più sacrificabile del figlio suo coetaneo. E nel frattempo chiedersi se la questione non sia egoistica, ancora prima che razziale.

Questa parte di serie è tutta sulle spalle di Bryan Cranston, e di conseguenza attrae e funziona bene. Benché la chimica venga sostituita dalla legge, Cranston non fa altro che replicare la stessa dinamica di Breaking Bad: il rivelarsi in negativo di un uomo che usa quello che ha imparato dal suo mestiere per proprio tornaconto e per sviare famigliari, amici e autorità. Inoltre Cranston è bravo, tanto. Soprattutto quando si tratta di creare un sentimento di ambivalenza nei confronti di questo tipo personaggi. Come Walter White, Micheal Desiato è davvero mosso dal disperato bisogno di salvare la sua famiglia oppure ha sempre avuto un istinto criminale che non vedeva l’ora di sfogare?

Finché si concentra su di lui, la storia fila liscissima. Il problema però è tutt’intorno. Your Honor mette in gioco un sacco di personaggi potenzialmente interessanti, ma preferisce usarli come specie di figurine monodimensionali da attaccare e staccare scena per scena. C’è il figlio che battaglia con il senso di colpa e di ingiustizia, e perciò sviluppa rancore nei confronti del padre; c’è una poliziotta buona che con molta ingenuità affanna sempre più Desiato; ci sono i detective corrotti che sotto sotto lavorano per il boss Baxter, confinato al lancio di occhiatacce; c’è una gang afroamericana di cui non si conoscono le mire e i confini; e c’è una batteria di procuratori e avvocati che entra ed esce di scena a ogni curva di trama.

La sensazione, insomma, è che Your Honor si sia impegnata parecchio nella scelta degli interpreti, per poi lasciarli sottoimpiegati. Il che la appesantisce e la svuota (provate a fare altro per 10 minuti, e quando tornerete la storia sarà ancora impantanata nello stesso punto). E soprattutto non la rende speciale rispetto alla grande quantità di serie simili venute prima di lei.

Cose per cui tapparsi gli occhi: Non poche. Ci sono interrogatori affatto etici, violenze tra carcerati e una sequenza iniziale lunga un quarto d’ora che mostra fratture scomposte e rigurgiti di sangue.

Chi tenere d’occhio: Gina Baxter, senza esitazioni. La moglie del boss segue una via indipendente che trae energia dal dolore assoluto per la morte del figlio e dal bisogno di elaborarla con gli unici strumenti che le appartengono: quelli della vendetta. Hope Davis, poi, riesce a dare al personaggio complessità, nonostante la sceneggiatura un po’ la tralasci.

La frase da segnarsi (poi capirete): «Cancro alla prostata. Quando mi scappa, mi scappa.» [Michael Desiato – Bryan Cranston]

Quindi? Your Honor ha una storia molto attuale e dolorosa da vedere, che cerca la sua attrattiva in argomenti e personaggi già passati con molto successo in tv, e però ne rimane un po’ fregata. Il suo punto distintivo non è chiedersi chi abbia commesso il fatto, bensì chi faccia crollare per primo gli equilibri del fatto. Ma conta troppo sulla premessa e troppo poco sul suo sviluppo, per poter generare tensione sufficiente a convincere di dover arrivare fino in fondo. Se vi basta l’idea di rivedere Bryan Cranston in un ruolo simile a quello di Walter White, comunque, Your Honor potrebbe riuscirci.

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"Your Honor"

2.5

GUARDALA SE
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  • Hai una passione per Bryan Cranston
  • Ti è piaciuta "City on a Hill”
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  • Non vuoi perdere tempo
  • Non sopporti la lentezza
  • Ti è piaciuta "The Night Of”

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